Non c'è salo calcare, nella tradizione artistica leccese:
il gusto barocco continua a vivere in un altro materiale, la cartapesta,
ottenuta da un impasto di carta, stracci, pasta di legno e colla
di farina che, una volta modellato e asciugato, assume una consistenza
simile a quella del legno. La tecnica è antica, importata
da Napoli dove i maestri cartapestai, nel XVll e XVIII sec., realizzarono
sia immagini sacre sia imponenti macchine teatrali e scenografie
per cerimonie e grandi feste (nelle foto, alcuni momenti della
lavorazione della cartapesta). Resistente nel tempo, ma leggera,
la cartapesta si è rivelata adatta per realizzare le imponenti
figure dei santi patroni, trasportabili senza difficoltà
anche durante le processioni.
Dopo decenni di decadenza, questa forma d'arte rivive oggi grazie
a un gruppo d'artigiani che creano deliziose statuette sacre e
profane e figurine per i presepi. Tra la dozzina di laboratori
leccesi, spicca quello dell'ultraottantenne Antonio Malecore,
che nella sua bottega (via Vittorio Emanuele 27, tel. 0832243410)
continua, con i fratelli Riso, a produrre statuine di santi, madonne
e popolani al lavoro secondo modelli tradizionali. Meritano una
visita anche Artefare (via Vittorio Emanuele 14, tel. 0832240629),
il negozio di Rosaria Pallata (via Vittorio Emanuele 2, tel. 0832277714)
e le botteghe di Mario Di Donfrancesco (via D'Amelio 1; tel. 0832342593)
e di Eugenia Galli (piazzetta Castromediano 8/9, tel. 0832303870).
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