Il periodo di pace e ricchezza della romana Lupiae ha inizio
nella metà del Cinquecento, quando Carlo V la promuove
a capoluogo della Puglia; oltre a dotarla di migliori difese contro
gli attacchi turchi, l'imperatore favorisce le scienze e le arti
e la città diventa un cantiere che la ingrandisce e la
riprogetta secondo un'urbanistica più razionale. Fino ad
allora il borgo medievale, con strade, vicoli, archi, corti e
piazzette, era protetto dalle mura, i bastioni e il fossato del
Castello Aragonese (orari di visita: 9/13 e 15/19; ingresso libero),
eretto da Gian Giacomo dell'Acaja, architetto militare e feudatario
di quel territorio.
Ma con Carlo V Lecce si trasforma in una vivace cittadina, animata
da comunità che ne incentivano la qualità edilizia:
la presenza di fiorentini, milanesi, veneziani, genovesi porta
alla costruzione, come narra un cronista dell'epoca, di «
palazzi di bel lavoro, fatti di sale ampie et allegre, camere
ornate, logge ariose, finestre luminose, volte dipinte, fabbriche
ragguardevoli che rendono i casamenti assai belli ».
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