Da Otranto, seguendo la litoranea adriatica che punta a sud, subito dopo il Capo d'Otranto, dove la costa inizia a diventare capricciosa con vertiginose balze calcaree, si sosta ai ruderi dell'Abbazia di San Nicola da Cāsole. In aperta campagna, annessa a una masseria (vedi a fato), dell'Abbazia rimane davvero ben poco se non le imponenti navate sorrette da pilastri ricostruiti nel XII sec.. Fondato nel 1099 dal Principe di Taranto e di Antiochia, Boemondo d'Altavilla, il cenobio basi liana fu distrutto dall'invasione dei Saraceni nel 1480, ma durante i suoi anni floridi fu sede di importanti incontri diplomatici tra Oriente e Occidente, nonché centro di cultura bizantina famoso per studi, traduzioni e trascrizioni di testi sacri.
Da qui si risale in auto, anche se i dintorni di Otranto sono punteggiati edifici sacri di grande pregio come il Santuario di Montevergine, verso PaImariggi, o l'Abbazia di Centoporte, in direzione Giurdignano. Si attraversa nuovamente la campagna, verso le Murge occidentali fino a Casarano.
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